Movimento Astensionista Politico Italiano
Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa
Comitato Vigilanza Democrazia Partecipativa
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Prima o poi i conti tornano..

Lo sconquasso al quale stiamo assistendo ogni giorno di più e che pone l’Italia agli occhi del mondo al pari di una democrazia sudamericana non ci può far restare silenziosi e impassibili.
La causa principale, se non unica, della gravissima crisi che impietosamente sta investendo l’intero sistema istituzionale di quella che nelle intenzioni dei nostri Padri costituenti sarebbe dovuta essere una Repubblica libera e democratica, è secondo noi da attribuire principalmente alla prevaricazione sistematica e perenne operata da associazioni organizzate e finalizzate alla delinquenza politica ai danni della sovranità popolare italiana, continuamente soggiogata, ignorata, calpestata, depredata.
I tre principali poteri che amministrano e governano i destini e le sorti della Repubblica Italiana (legislativo, esecutivo e giudiziario) sono sempre più, in tutta la sua drammatica evidenza, sotto l’attacco di quelle bande politiche che li usano esclusivamente per i propri tornaconti di bottega e personali, senza contare l’influenza ritorsiva esercitata verso il quarto potere, ovvero quello detenuto dal sistema dell’informazione pubblico-mediatica.
E’ su quest’ultimo che si concentrano sempre più accanitamente le attenzioni di questa vera e propria organizzazione criminale, la più subdola e inquietante proprio perché camuffata da vesti “democratiche”, in quanto le notizie da diffondere all’opinione pubblica devono continuare ad essere strettamente censurate per quel che riguarda l’intera sfera politica astensionista, in un’ottica di soddisfacimento esclusivo degli interessi occulti di partiti disonesti dell’arco parlamentare e “guai” a scalfire quella coltre di falsa legittimità architettata a loro vantaggio.
Siamo di fronte alla principale tipizzazione del “Sistema Italia”!
Non c’è un solo apparato istituzionale o settore di esso che possa vantarsi del rispetto di quella che sarebbe dovuta essere la migliore prassi di garanzia democratica, indubbiamente avvalorata da un’apertura costante degli operati delle istituzioni stesse e rivolta alla valutazione e al confronto popolare integrale e diretto.
Ma, invece, si è preferito agire e si continua a farlo perennemente “al buio” e al chiuso delle stanze, utilizzando mastodontiche blindature rispetto alle trasparenze e ai coinvolgimenti popolari divenuti oramai imprescindibili per ripristinare quel rapporto di fiducia nelle istituzioni che non può più essere eluso.
Nei primi decenni della vita repubblicana l’Italia poteva contare su Istituzioni certamente più autorevoli di quelle attuali, e a dimostrazione di ciò vi era in quei tempi un’altissima affluenza elettorale alle urne di elettori che delegavano in maniera convinta e massiccia i propri rappresentanti politici.
Oggi, invece, gli ammontari dei voti utili espressi, sempre più ridotti al lumicino, sanciscono, con un’imponente presa di distanza popolare, oltre alla non autorevolezza un’abissale delegittimazione dell’intera classe politica.
Il Movimento Astensionista Politico Italiano, fondato e operante da una quindicina d’anni in difesa della sovranità popolare così violentata e per far valere il ruolo politico della rappresentatività politica delle masse popolari che esprimono il loro voto in maniera non appropriabile dai partiti, proprio in previsione delle attuali derive aveva tentato, ad elezione appena avvenuta dell’attuale Presidente della Repubblica, di far sì che si aprisse un piccolo spiraglio di luce volto ad illuminare le ombre di tali colossali consuetudini antidemocratiche, che prima o poi sarebbero scoppiate nelle bolle di illegalità che attualmente affiorano.
All’esimio e stimato oltre che incolpevole Presidente della Repubblica Sergio Mattarella inviammo pertanto non una, ma un centinaio di formali richieste di audizione, che se non altro avrebbero fatto sì che si aprisse un varco minimo per illuminare le inquietanti violazioni e i soprusi compiuti ai danni del popolo italiano e della Costituzione.
All’epilogo di dette richieste, rigorosamente rimaste senza risposta, nel mese di settembre 2015 denunciammo a una dozzina di Procure della Repubblica italiana l’intero staff della Segreteria Generale del Quirinale, certi che il Presidente fosse stato volutamente tenuto all’oscuro dei nostri ripetuti solleciti di colloquio.
Le maggiori Procure italiane investite, ritenendo attendibili le nostre denunce, delegarono quella di Roma al fine di accertare i fatti, che senza mezzi termini quest’ultima ne richiese ed ottenne ben presto l’archiviazione.
Nonostante tali denunce fossero state poste, è bene ricordarlo, ad esclusiva tutela del Presidente della Repubblica!
L’archiviazione fu richiesta dal PM e disposta dal GIP di Roma senza avere accertato nulla, e senza quei minimi riscontri investigativi verso il personale di segreteria del Quirinale da noi chiamato in causa.
Chissà se Palamara o l’ex Procuratore di Roma Pignatone saprebbero raccontarci qualcosa di più su quanto effettivamente avvenuto?
Perché fu fatto calare il sipario su questi passaggi fondamentali di tutela della democrazia e dell’integrità delle istituzioni?
Una frase celebre di Gandhi, al quale si ispira anche il nostro movimento recita “Prima ti ignorano. Poi ti deridono. Poi ti combattono. Poi vinci.”
Ecco, forse i tempi cominciano a maturare, e insieme alla maggioranza assoluta del popolo italiano siamo fiduciosi dell’emersione, prima o poi, di tantissime verità occultate.
Roma, 7 luglio 2021                                                                                            
Il Movimento Astensionista Politico Italiano

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C’è un’altra epidemia in atto

 
Mentre sempre più tribunali ed organi giuridici attribuiscono all’astensione elettorale la medesima valenza di un voto palesemente esercitato, in Italia si continua ad imbrogliare l’intero popolo italiano tenendolo perennemente sotto scacco.
 
Osservando l’excursus storico degli approfondimenti giuridici e delle sentenze emanate da molteplici tribunali civili, penali ed amministrativi, comprese le direttive emanate dietro nostra sollecitazione dal Ministero dell’Interno riguardo al diritto del voto in Italia, risulta nella più chiara evidenza che questo strumento di democrazia non può essere ascritto al solo atto dell’apposizione di una crocetta su una scheda elettorale, ma è il frutto del compimento di quell’analisi politica che ad ogni elettore è concessa come diritto/dovere di esercizio.
 
Le astensioni altro non sono se non precise forme di espressione del pensiero politico di elettori che evidentemente “non trovano”, nel mercato politico, quelle formule ideologiche e programmatiche che possano conquistare la loro delega.
 
Altro che indecisioni o rinunce al voto!
 
Sono, di conseguenza, voti non andati a segno verso nessuna delle “bancarelle” proponenti.
 
Ma se tali ordinamenti bene individuano l’astensione includendola nel pieno diritto di voto, attualmente viviamo un’abnorme deformazione interpretativa ed attuativa che sfocia in una continua violazione della costituzione repubblicana, e della sovranità che solo il popolo rappresenta.
 
Parliamo di quell’attribuzione sovradimensionata che si continua a dare al “valore” dei partiti politici.
 
Ma qual’è il valore reale di un partito?
 
E’ l’esatta distribuzione o il favorevole accoglimento che quel partito gode nell'intera popolazione elettorale.
 
Ai partiti di ogni colore o area di appartenenza, invece, continua ad essere “elargito” un valore notevolmente sovradimensionato e falsato, non solo ad esiti di scrutinio raggiunti, ma in tutta quella sequela di notizie, dibattiti, e soprattutto sondaggi di opinione che demarcano l’informazione politica destinata ai cittadini.
 
E come mai avviene tale generosa donazione?
 
Perché dal calcolo del valore politico dei partiti vi è quella consuetudine a dir poco truffaldina di “tagliare preventivamente” la schiera di elettorato sovrano che “vota” sì, ma non intende destinare il proprio consenso ai suddetti bancarellai.
 
Un’operazione di grossolana discriminazione politica, di censura, di proselitismi volti ad amplificare esasperatamente le posizioni di una pseudo-differenziazione politica dei partiti al fine di distrarre l’opinione pubblica sulla grande rapina di sovranità da essi invece compiuta.
 
E non soltanto di sovranità, se consideriamo come si stanno apprestando a lanciarsi come avvoltoi sulle risorse del recovery fund…
 
Senza tra l’altro girare lo sguardo a tutte le ruberie compiute nel passato...
 
In questo tacito scempio continuiamo a registrare, ahinoi, la più marcata indifferenza non soltanto delle istituzioni, ma anche di autorevoli giornalisti e opinionisti, politologi e costituzionalisti, che invece di difendere la costituzione repubblicana agendo in sua tutela, non si sa perché continuino a tenere gli occhi perennemente chiusi.
 
Forse ci troviamo anche nel bel mezzo di un’epidemia di cataratta?
 
Mentre per curare il Covid, malattia virale, pare che potrebbero bastare i vaccini, ben altro approccio terapeutico occorre per quest’altro tipo di epidemia...
 
Forse sarebbe più il caso di supplicare Santa Lucia, protettrice della vista, affinchè interceda col Padreterno per qualche miracolo di natura oculistica.
 
Roma, 18 giugno 2021
 
 
Il Movimento Astensionista Politico Italiano

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Ritocchi edittali a Bernalda-Metaponto

Al Commissario Straordinario Prefettizio
 
del Comune di Bernalda-Metaponto
 
D.ssa Mariarita Iaculli
 
 
Oggetto: Ritocchi edittali a Bernalda-Metaponto
 
 
In risposta alle precisazioni contenute nella Sua lettera del 28 maggio abbiamo anche noi qualcosa da comunicarLe.
 
Avremmo anche evitato di esprimerle quanto riportato di seguito se solo Lei avesse avuto il garbo istituzionale di dare riscontro alla nostra cortese richiesta di incontro inviataLe in data 6/4/2021, ripetutamente sollecitata e priva di qualsiasi sua considerazione nonostante la nostra piena disponibilità a risolvere bonariamente una questione che interessa tutta la cittadinanza di Bernalda e Metaponto (quella delle cartelle “pazze” inviate a contribuenti in regola con i pagamenti delle tasse comunali).
 
Le risposte cavillose ed evasive ricevute da Lei, infatti, hanno inteso eludere tale nostra richiesta, che era semplicemente volta a chiarire ai nostri concittadini il numero complessivo di dette cartelle “pazze” inviate dall’Ente unitamente al numero degli sgravi adottati e giammai i nominativi dei presunti evasori.
 
Per quanto riguarda il ripristino dei pagamenti sulle lampade votive e delle estumulazioni Lei ha di fatto eliminato quella che oggettivamente è stata una brillante decisione “politica” presa in passato da un’altra amministrazione, verso la quale non ci risultano siano mai stati alzati scudi o elevate denunce per illegittimità nè da parte di funzionari pubblici, nè di partiti, nè tantomeno da membri di giunta o consiglieri comunali dell’epoca.
 
Se l’atto fosse stato illecito, sicuramente non ci sarebbero stati i pareri di regolarità tecnica e contabile su quelle delibere e ci sarebbero stati esposti alla Corte dei Conti e ricorsi al TAR per il ripristino dello status antecedente, con l’aggravio, a carico dei responsabili, del presunto danno erariale subito dall’Ente.
 
Quella decisione, che in realtà aveva riscontrato l’apprezzamento TOTALE di tutta la cittadinanza, semplicemente andava ad eliminare dissidi e discriminazioni.
 
Ogni Sua altra valutazione nel merito risulta per noi fuori luogo.
 
Si ricordi che non è stata eletta e non è opportuno nella sua posizione prendere decisioni “politiche”.
 
La Sua decisione è quindi per noi decisione politica, non suffragata da alcun consenso popolare e non sappiamo se ciò che La guida sia un preciso piano politico o un mero protagonismo edittale.
 
E già che ci siamo, non fu per caso Lei nella sua precedente missione commissariale 2009-2010 ad eliminare i bagni chimici che la Regione Basilicata finanziò per la spiaggia di Metaponto? Che fine hanno fatto?  
 
Anche su quella questione gradiremmo avere dei chiarimenti perchè viviamo un costante disagio quando vengono prese decisioni nel chiuso di una stanza e ci si arrocca in difesa di esse senza dare alcuna spiegazione ai cittadini.
 
Se un’amministrazione, democraticamente eletta, compie atti tesi a eliminare disagi alla propria comunità senza incidere negativamente sugli introiti erariali, dovrebbe toccare solo alle successive amministrazioni, sempre e solo se democraticamente elette, di poter modificare o abolire detti atti legittimi e precedentemente adottati.
 
Giammai ad un Commissario che si autodefinisce “terzo”, ma che, con tutta probabilità, potrebbe invece aver seguito corsi di specializzazione e perfezionamento in soppressione della sovranità popolare.
 
Se ne faccia una ragione e faccia un po' di autocritica.
 
Forse non sa che la stella polare che da sempre anima e guida il nostro operato sociale e politico è la Costituzione, il nostro faro e la nostra Bibbia.
 
Il primo articolo, in particolare, in difesa del quale abbiamo stretto un vero e proprio patto di sangue.
 
Se lo legga più volte quel primo articolo che attribuisce al popolo la sovranità e non la sudditanza.
 
 
Bernalda-Metaponto, 6 giugno 2021
 
Per Il Comitato Cittadini Attivi di Bernalda-Metaponto
Donato Fuina- Presidente P.T.
 
Per Il Movimento Astensionista Politico Italiano
 Antonio Forcillo – Portavoce e Segretario

lettera del 28 maggio del Commissario Prefettizio D.ssa Mariarita Iaculli


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Emergenza fiscale e democratica a Bernalda-Metaponto

 
 
A due mesi esatti dalla decadenza di Domenico Tataranno, giovane sindaco di Bernalda-Metaponto resa possibile dalle dimissioni in massa di nove consiglieri della sua lista, comincia a delinearsi il vero motivo di come questo sia potuto accadere. Tralasciando le superficiali e generalizzate analisi e considerazioni che da più parti continuano a dare la colpa esclusiva del default amministrativo allo stesso sindaco Tataranno, “reo” di essersi tesserato al partito della Lega, le cose secondo noi non stanno affatto così, e la riprova di ciò ci viene sempre più confermata ogni giorno che passa. Veniamo ai fatti.  
 
Il 29 gennaio 2021 noi, rappresentanti del comitato Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto e del Movimento Astensionista Politico Italiano (fondati qui a Bernalda 15 anni fa con l’intento di combattere il pesante malaffare politico/amministrativo/clientelare dell’enclave di sinistra che opprimeva con modalità asfissianti l’intero comparto economico e sociale di queste realtà territoriali), sollecitati da numerosi contribuenti, protocolliamo una richiesta di chiarimenti urgenti sull’annosa questione delle “cartelle pazze” all’indirizzo del responsabile dei servizi tributari, alla Segretaria comunale e per conoscenza all’allora sindaco Domenico Tataranno.
 
Mentre Tataranno, ricevuta tale comunicazione ci offre la sua disponibilità ad effettuare le verifiche e gli aggiustamenti procedurali necessari, i due responsabili di servizio ci comunicano invece una serie di aspetti tecnici che, comunque, non chiariscono né soddisfano le nostre perplessità relative ad un numero imprecisato di atti giudiziari emessi annualmente da Equitalia a fronte, però, di pagamenti regolarmente effettuati dai contribuenti.
 
Nell’attesa di incontrare sindaco e funzionari per cercare quelle soluzioni che potessero risolvere la questione scoppia a quel punto la problematica della sua adesione al partito di Salvini.
 
Una bufera indescrivibile, con dimissioni in massa di assessori oltre ad attacchi provenienti dagli ambienti più disparati per quella che, secondo noi, rappresenta una presa di posizione personale e dunque una scelta politica pienamente legittima, condivisibile o meno, ma che non può mai giustificare la sottrazione di un sindaco e di una amministrazione comunale democraticamente eletta. Tale sottrazione è un danno per la comunità, che perde i suoi rappresentanti e introduce alla guida un commissario che risponde al prefetto e non più al popolo.
 
Il 23 marzo, poco prima del consiglio comunale che avrebbe o sfiduciato o dato il via alla nuova giunta messa nel frattempo in piedi da Tataranno, i nove consiglieri di maggioranza si dimettono in massa facendolo, appunto, decadere.
 
A questo punto il Prefetto di Matera, con un tempismo perfetto e per certi versi quasi emblematico, a pochissime ore dal “fattaccio” nomina, subito dopo la firma del decreto di scioglimento degli organi amministrativi comunali, il Commissario prefettizio D.ssa Iaculli, che già dal 24 marzo si insedia a Bernalda iniziando a lavorare alacremente.
 
Il 6 aprile riprendiamo la questione tributaria, protocollando al Commissario Iaculli una richiesta urgente di incontro sempre relativo a detta problematica, sollecitandola ulteriormente nei giorni successivi.
 
Non ricevendo alcun riscontro, il 27 aprile protocolliamo l’ultima nostra richiesta, in questo caso di accesso agli atti specificando, però, di voler conoscere solo l’entità del “complessivo” delle cartelle inviate dal Comune, e del complessivo degli sgravi concessi a seguito di istanze in autotutela da parte di chi non era in debito con le tassazioni richieste. Il 13 maggio parte quindi l’inquietante comunicazione comunale di risposta, a noi diretta, di mancato accoglimento della nostra richiesta conoscitiva di detti ammontari complessivi.
 
Quest’ultimissima comunicazione ricevuta pochissimi giorni fa rappresenta per noi una vera e propria dichiarazione di guerra burocratico-amministrativa, poiché oltre a calpestare la sovranità popolare lede il principio della trasparenza delle pubbliche amministrazioni e tratta i cittadini non come tali ma come sudditi.
 
Se a tutto questo aggiungiamo poi il ripristino, a nostro avviso pienamente “ritorsivo” reintrodotto da poco dalla commissaria prefettizia relativamente ad alcuni odiosissimi balzelli collegati alle attività cimiteriali e non solo, (tasse faticosamente abolite proprio dal sindaco Tataranno grazie anche al nostro impegno collaborativo con la sua amministrazione), risulta evidente il disegno strategico perpetrato e coordinato, ahinoi, addirittura ad alto livello.
 
Quello in atto è secondo noi un tentativo subdolo e sovversivo di incidere sulle coscienze della popolazione, al fine di annientare la buona reputazione e benevolenza goduta dall’ex sindaco da parte dei suoi concittadini, favorendo nel contempo alcune trame finalizzate a riconsegnare nuovamente il potere a quelle organizzazioni politico-affaristiche che si sono sempre distinte nel saccheggiare e depredare all’inverosimile questi territori.
 
Il nostro sospetto è che le cartelle esattoriali verso contribuenti in regola con i versamenti potrebbero non essere causa di semplici errori o inadempienze contabili, ma strumenti di copertura di ben più gravi ed inquietanti pianificazioni.
 
Precisiamo infine che nel caso dovesse continuare a perdurare l’infame ostracismo dimostrato, le istituzioni coinvolte si assumeranno la totale responsabilità dell’avvio di un nostro capillare porta a porta finalizzato a raccogliere 12.500 richieste di accesso agli atti da protocollare al Comune (tanti sono i cittadini di Bernalda-Metaponto neonati inclusi), oltre alle conseguenti denunce che intendiamo proporre alla Corte dei Conti, alla Direzione Nazionale Antimafia e ovviamente alle massime Istituzioni nazionali ed europee.
 
 
Bernalda-Metaponto, 25 maggio 2021
 
 
Il Comitato Cittadini Attivi di Bernalda-Metaponto
 
Il Movimento Astensionista Politico Italiano


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Il merito di Fedez nella denuncia della censura in Rai
 
 
Grazie all’intervento di Fedez alla Festa del primo Maggio si è finalmente acceso un fervente dibattito politico sulla censura vigente in Rai, la Radiotelevisione di Stato detentrice del ruolo del servizio pubblico dell’informazione italiana.
 
La Rai è una grandissima azienda, fra le prime in Europa per numero di dipendenti ed organizzazione capillare nei territori, italiani e non solo.
 
La professionalità dei suoi dipendenti è ampiamente documentata, riconosciuta anche dalle sue dirette concorrenti.
 
Al suo mantenimento contribuiscono tutti i cittadini con il canone annuo ed il finanziamento pubblico ad essa destinata.
 
Il suo ruolo principale di leader del servizio pubblico dell’informazione è definito dettagliatamente, almeno sulla carta, dagli ordinamenti legislativi che ne definiscono compiti, limiti e sanzioni.
 
Affinchè la Rai rispetti nel dettaglio i suoi ruoli esistono, oltre al Ministero dello Sviluppo Economico che con l’azienda stipula i relativi contratti di servizio, due distinti organi di controllo: la Commissione di Vigilanza Rai e l’Autorità di Garanzia nelle Comunicazioni (AGCOM).
 
Ma nonostante ciò esiste realmente un “sistema”, che effettivamente e quotidianamente condiziona, pilotandolo, il servizio pubblico dell’informazione in sfregio alle leggi e ai principi democratici previsti nella nostra Costituzione.
 
Il servizio pubblico della Rai è stato istituito affinchè il diritto dei cittadini ad essere informati potesse essere esplicitato nel modo più ampio, accurato e meticoloso possibile, al fine di costituire quella garanzia di democrazia e quell’argine alle derive autoritaristiche sempre in agguato.
 
Ma come è possibile che con siffatte premesse possano accadere episodi di censura in Rai?
 
La causa principale, se non unica, è determinata dalla cosiddetta “lottizzazione” o “spartizione” che i partiti politici in Parlamento operano capillarmente non solo nella scelta e nomina dei membri del CdA Rai, ma anche nella Commissione bicamerale di Vigilanza, estendendo la loro influenza asfissiante addirittura nelle autorità di controllo e garanzia nei mezzi di comunicazione (AGCOM e CORECOM).
 
Senza parlare delle pesanti minacce di licenziamento, trasferimenti e ritorsioni varie nei confronti degli incolpevoli giornalisti e redattori che, (e tutto ciò ci risulta da testimonianze dirette a noi rese verso le quali non faremo mai i nomi…), essere perennemente operate nei loro confronti dai rispettivi quadri dirigenziali Rai nei casi in cui anche “per sbaglio” qualcuno di essi accenni minimamente all’esistenza del movimento di rappresentanza politica degli astensionisti.
 
Ogni cittadino può tranquillamente verificare che la Rai, sia nei TG che nei programmi di approfondimento politico, offre visibilità politica anche a microscopici gruppi neofascisti e di estrema sinistra, oltre che a mafiosi, stragisti ed ex terroristi, ma ciò non potrà mai essere possibile, grazie ai dictat dei partiti in Parlamento, con membri del movimento astensionista politico…  
 
Il Movimento Astensionista Politico Italiano che esiste ed opera da una quindicina di anni in difesa della Costituzione, della democrazia, del pluralismo dell’informazione e quindi in difesa del diritto dei cittadini ad essere informati a 360 gradi, pur rappresentando la stragrande maggioranza politica degli elettori è l’unico movimento ad essere perennemente censurato dal concessionario del servizio pubblico dell’informazione Rai!
 
Il motivo? I partiti di maggioranze e opposizioni temono fortemente che gli elettori, una volta informati correttamente sul loro diritto a potersi anche “astenere” dall’esprimere voto utile nelle votazioni-mungitoio da essi abilmente organizzate, possano così iniziare a far cessare quella cuccagna del potere in cui detti partiti sguazzano e si arricchiscono imperterriti.
 
Le decine di denunce ed esposti elevate dal nostro movimento ed indirizzate non solo alla Commissione di Vigilanza Rai e all’AGCOM ma anche ai Presidenti della Repubblica, dei Governi, di Camera e Senato di questi ultimi quindici anni non hanno finora prodotto alcunchè, e la censura politica che ci riguarda, oltre alle violazioni sul pluralismo dell’informazione in Rai, continuano a perpetuarsi costantemente.
 
Roma, 5 maggio 2021                                                                    
 
                                                                          Il Movimento Astensionista Politico Italiano

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1° Maggio 2021, Festa dei Laboratori…

 
In questo primo maggio 2021 sono davvero poche le parole di festa che il movimento astensionista potrebbe riuscire a spendere.
 
A voler essere dissacranti avremmo voluto che si chiamasse la festa dei miraggi e delle illusioni, o più semplicemente il festival dei binocoli…
 
Ma, ad eccezione di tutte quelle categorie di lavoratori in sofferenza, prime fra tutte quelle degli “ex”, c’è una piccolissima parte di lavoratori ai quali la fame e la disperazione non “tange” minimamente.
 
Loro sì che festeggiano, sempre e comunque.
 
Per loro è primo maggio tutti i giorni dell’anno.
 
Sono i lavoratori non dei laboratori medici o ospedalieri o anticovid, ma dei “laboratori” dei partiti.
 
Decine di migliaia di saccheggiatori costantemente alle prese con le spartizioni delle sempre più misere risorse dello Stato.
 
Il loro unico obiettivo è sempre lo stesso, quello di “manovrare” le leve di un potere politico abusivo per soggiogarlo ai loro insaziabili bisogni predatori.
 
Parassiti che operano “non” per il bene comune, ma esclusivamente per le loro tasche e per i loro loschi obiettivi di sopraffazione e arricchimento alle spalle di un popolo sempre più disperato e alla rovina.
 
1° maggio 2021
Il Movimento Astensionista Politico Italiano

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ARCHIVIO


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Nero d'Italia è il primo documentario realizzato dalla giornalista  Valeria Castellano. Un viaggio nelle valli del petrolio, in Basilicata,  là dove si produce l'80% dell'olio nero italiano. E' il racconto delle  storie di chi vive all'ombra delle trivelle, di chi respira l'aria delle  raffinerie. Sì, perchè i centri oli, in quella regione, sono sorti tra  le case dei contadini, accanto alle coltivazioni e ai pascoli.
 
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Diretta Agorà del 16/01/2013
dal min. 51 al 56
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