Movimento Astensionista Politico Italiano
Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa
Comitato Vigilanza Democrazia Partecipativa
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Ritocchi edittali a Bernalda-Metaponto

Al Commissario Straordinario Prefettizio
del Comune di Bernalda-Metaponto
D.ssa Mariarita Iaculli
Oggetto: Ritocchi edittali a Bernalda-Metaponto
In risposta alle precisazioni contenute nella Sua lettera del 28 maggio abbiamo anche noi qualcosa da comunicarLe.
Avremmo anche evitato di esprimerle quanto riportato di seguito se solo Lei avesse avuto il garbo istituzionale di dare riscontro alla nostra cortese richiesta di incontro inviataLe in data 6/4/2021, ripetutamente sollecitata e priva di qualsiasi sua considerazione nonostante la nostra piena disponibilità a risolvere bonariamente una questione che interessa tutta la cittadinanza di Bernalda e Metaponto (quella delle cartelle “pazze” inviate a contribuenti in regola con i pagamenti delle tasse comunali).
Le risposte cavillose ed evasive ricevute da Lei, infatti, hanno inteso eludere tale nostra richiesta, che era semplicemente volta a chiarire ai nostri concittadini il numero complessivo di dette cartelle “pazze” inviate dall’Ente unitamente al numero degli sgravi adottati e giammai i nominativi dei presunti evasori.
Per quanto riguarda il ripristino dei pagamenti sulle lampade votive e delle estumulazioni Lei ha di fatto eliminato quella che oggettivamente è stata una brillante decisione “politica” presa in passato da un’altra amministrazione, verso la quale non ci risultano siano mai stati alzati scudi o elevate denunce per illegittimità nè da parte di funzionari pubblici, nè di partiti, nè tantomeno da membri di giunta o consiglieri comunali dell’epoca.
Se l’atto fosse stato illecito, sicuramente non ci sarebbero stati i pareri di regolarità tecnica e contabile su quelle delibere e ci sarebbero stati esposti alla Corte dei Conti e ricorsi al TAR per il ripristino dello status antecedente, con l’aggravio, a carico dei responsabili, del presunto danno erariale subito dall’Ente.
Quella decisione, che in realtà aveva riscontrato l’apprezzamento TOTALE di tutta la cittadinanza, semplicemente andava ad eliminare dissidi e discriminazioni.
Ogni Sua altra valutazione nel merito risulta per noi fuori luogo.
Si ricordi che non è stata eletta e non è opportuno nella sua posizione prendere decisioni “politiche”.
La Sua decisione è quindi per noi decisione politica, non suffragata da alcun consenso popolare e non sappiamo se ciò che La guida sia un preciso piano politico o un mero protagonismo edittale.
E già che ci siamo, non fu per caso Lei nella sua precedente missione commissariale 2009-2010 ad eliminare i bagni chimici che la Regione Basilicata finanziò per la spiaggia di Metaponto? Che fine hanno fatto?  
Anche su quella questione gradiremmo avere dei chiarimenti perchè viviamo un costante disagio quando vengono prese decisioni nel chiuso di una stanza e ci si arrocca in difesa di esse senza dare alcuna spiegazione ai cittadini.
Se un’amministrazione, democraticamente eletta, compie atti tesi a eliminare disagi alla propria comunità senza incidere negativamente sugli introiti erariali, dovrebbe toccare solo alle successive amministrazioni, sempre e solo se democraticamente elette, di poter modificare o abolire detti atti legittimi e precedentemente adottati.
Giammai ad un Commissario che si autodefinisce “terzo”, ma che, con tutta probabilità, potrebbe invece aver seguito corsi di specializzazione e perfezionamento in soppressione della sovranità popolare.
Se ne faccia una ragione e faccia un po' di autocritica.
Forse non sa che la stella polare che da sempre anima e guida il nostro operato sociale e politico è la Costituzione, il nostro faro e la nostra Bibbia.
Il primo articolo, in particolare, in difesa del quale abbiamo stretto un vero e proprio patto di sangue.
Se lo legga più volte quel primo articolo che attribuisce al popolo la sovranità e non la sudditanza.
Bernalda-Metaponto, 6 giugno 2021
Per Il Comitato Cittadini Attivi di Bernalda-Metaponto
Donato Fuina- Presidente P.T.
Per Il Movimento Astensionista Politico Italiano
Antonio Forcillo – Portavoce e Segretario

lettera del 28 maggio del Commissario Prefettizio D.ssa Mariarita Iaculli


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Emergenza fiscale e democratica a Bernalda-Metaponto

 
 
A due mesi esatti dalla decadenza di Domenico Tataranno, giovane sindaco di Bernalda-Metaponto resa possibile dalle dimissioni in massa di nove consiglieri della sua lista, comincia a delinearsi il vero motivo di come questo sia potuto accadere. Tralasciando le superficiali e generalizzate analisi e considerazioni che da più parti continuano a dare la colpa esclusiva del default amministrativo allo stesso sindaco Tataranno, “reo” di essersi tesserato al partito della Lega, le cose secondo noi non stanno affatto così, e la riprova di ciò ci viene sempre più confermata ogni giorno che passa. Veniamo ai fatti.  
 
Il 29 gennaio 2021 noi, rappresentanti del comitato Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto e del Movimento Astensionista Politico Italiano (fondati qui a Bernalda 15 anni fa con l’intento di combattere il pesante malaffare politico/amministrativo/clientelare dell’enclave di sinistra che opprimeva con modalità asfissianti l’intero comparto economico e sociale di queste realtà territoriali), sollecitati da numerosi contribuenti, protocolliamo una richiesta di chiarimenti urgenti sull’annosa questione delle “cartelle pazze” all’indirizzo del responsabile dei servizi tributari, alla Segretaria comunale e per conoscenza all’allora sindaco Domenico Tataranno.
 
Mentre Tataranno, ricevuta tale comunicazione ci offre la sua disponibilità ad effettuare le verifiche e gli aggiustamenti procedurali necessari, i due responsabili di servizio ci comunicano invece una serie di aspetti tecnici che, comunque, non chiariscono né soddisfano le nostre perplessità relative ad un numero imprecisato di atti giudiziari emessi annualmente da Equitalia a fronte, però, di pagamenti regolarmente effettuati dai contribuenti.
 
Nell’attesa di incontrare sindaco e funzionari per cercare quelle soluzioni che potessero risolvere la questione scoppia a quel punto la problematica della sua adesione al partito di Salvini.
 
Una bufera indescrivibile, con dimissioni in massa di assessori oltre ad attacchi provenienti dagli ambienti più disparati per quella che, secondo noi, rappresenta una presa di posizione personale e dunque una scelta politica pienamente legittima, condivisibile o meno, ma che non può mai giustificare la sottrazione di un sindaco e di una amministrazione comunale democraticamente eletta. Tale sottrazione è un danno per la comunità, che perde i suoi rappresentanti e introduce alla guida un commissario che risponde al prefetto e non più al popolo.
 
Il 23 marzo, poco prima del consiglio comunale che avrebbe o sfiduciato o dato il via alla nuova giunta messa nel frattempo in piedi da Tataranno, i nove consiglieri di maggioranza si dimettono in massa facendolo, appunto, decadere.
 
A questo punto il Prefetto di Matera, con un tempismo perfetto e per certi versi quasi emblematico, a pochissime ore dal “fattaccio” nomina, subito dopo la firma del decreto di scioglimento degli organi amministrativi comunali, il Commissario prefettizio D.ssa Iaculli, che già dal 24 marzo si insedia a Bernalda iniziando a lavorare alacremente.
 
Il 6 aprile riprendiamo la questione tributaria, protocollando al Commissario Iaculli una richiesta urgente di incontro sempre relativo a detta problematica, sollecitandola ulteriormente nei giorni successivi.
 
Non ricevendo alcun riscontro, il 27 aprile protocolliamo l’ultima nostra richiesta, in questo caso di accesso agli atti specificando, però, di voler conoscere solo l’entità del “complessivo” delle cartelle inviate dal Comune, e del complessivo degli sgravi concessi a seguito di istanze in autotutela da parte di chi non era in debito con le tassazioni richieste. Il 13 maggio parte quindi l’inquietante comunicazione comunale di risposta, a noi diretta, di mancato accoglimento della nostra richiesta conoscitiva di detti ammontari complessivi.
 
Quest’ultimissima comunicazione ricevuta pochissimi giorni fa rappresenta per noi una vera e propria dichiarazione di guerra burocratico-amministrativa, poiché oltre a calpestare la sovranità popolare lede il principio della trasparenza delle pubbliche amministrazioni e tratta i cittadini non come tali ma come sudditi.
 
Se a tutto questo aggiungiamo poi il ripristino, a nostro avviso pienamente “ritorsivo” reintrodotto da poco dalla commissaria prefettizia relativamente ad alcuni odiosissimi balzelli collegati alle attività cimiteriali e non solo, (tasse faticosamente abolite proprio dal sindaco Tataranno grazie anche al nostro impegno collaborativo con la sua amministrazione), risulta evidente il disegno strategico perpetrato e coordinato, ahinoi, addirittura ad alto livello.
 
Quello in atto è secondo noi un tentativo subdolo e sovversivo di incidere sulle coscienze della popolazione, al fine di annientare la buona reputazione e benevolenza goduta dall’ex sindaco da parte dei suoi concittadini, favorendo nel contempo alcune trame finalizzate a riconsegnare nuovamente il potere a quelle organizzazioni politico-affaristiche che si sono sempre distinte nel saccheggiare e depredare all’inverosimile questi territori.
 
Il nostro sospetto è che le cartelle esattoriali verso contribuenti in regola con i versamenti potrebbero non essere causa di semplici errori o inadempienze contabili, ma strumenti di copertura di ben più gravi ed inquietanti pianificazioni.
 
Precisiamo infine che nel caso dovesse continuare a perdurare l’infame ostracismo dimostrato, le istituzioni coinvolte si assumeranno la totale responsabilità dell’avvio di un nostro capillare porta a porta finalizzato a raccogliere 12.500 richieste di accesso agli atti da protocollare al Comune (tanti sono i cittadini di Bernalda-Metaponto neonati inclusi), oltre alle conseguenti denunce che intendiamo proporre alla Corte dei Conti, alla Direzione Nazionale Antimafia e ovviamente alle massime Istituzioni nazionali ed europee.
 
 
Bernalda-Metaponto, 25 maggio 2021
 
 
Il Comitato Cittadini Attivi di Bernalda-Metaponto
 
Il Movimento Astensionista Politico Italiano


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Il merito di Fedez nella denuncia della censura in Rai
 
 
Grazie all’intervento di Fedez alla Festa del primo Maggio si è finalmente acceso un fervente dibattito politico sulla censura vigente in Rai, la Radiotelevisione di Stato detentrice del ruolo del servizio pubblico dell’informazione italiana.
 
La Rai è una grandissima azienda, fra le prime in Europa per numero di dipendenti ed organizzazione capillare nei territori, italiani e non solo.
 
La professionalità dei suoi dipendenti è ampiamente documentata, riconosciuta anche dalle sue dirette concorrenti.
 
Al suo mantenimento contribuiscono tutti i cittadini con il canone annuo ed il finanziamento pubblico ad essa destinata.
 
Il suo ruolo principale di leader del servizio pubblico dell’informazione è definito dettagliatamente, almeno sulla carta, dagli ordinamenti legislativi che ne definiscono compiti, limiti e sanzioni.
 
Affinchè la Rai rispetti nel dettaglio i suoi ruoli esistono, oltre al Ministero dello Sviluppo Economico che con l’azienda stipula i relativi contratti di servizio, due distinti organi di controllo: la Commissione di Vigilanza Rai e l’Autorità di Garanzia nelle Comunicazioni (AGCOM).
 
Ma nonostante ciò esiste realmente un “sistema”, che effettivamente e quotidianamente condiziona, pilotandolo, il servizio pubblico dell’informazione in sfregio alle leggi e ai principi democratici previsti nella nostra Costituzione.
 
Il servizio pubblico della Rai è stato istituito affinchè il diritto dei cittadini ad essere informati potesse essere esplicitato nel modo più ampio, accurato e meticoloso possibile, al fine di costituire quella garanzia di democrazia e quell’argine alle derive autoritaristiche sempre in agguato.
 
Ma come è possibile che con siffatte premesse possano accadere episodi di censura in Rai?
 
La causa principale, se non unica, è determinata dalla cosiddetta “lottizzazione” o “spartizione” che i partiti politici in Parlamento operano capillarmente non solo nella scelta e nomina dei membri del CdA Rai, ma anche nella Commissione bicamerale di Vigilanza, estendendo la loro influenza asfissiante addirittura nelle autorità di controllo e garanzia nei mezzi di comunicazione (AGCOM e CORECOM).
 
Senza parlare delle pesanti minacce di licenziamento, trasferimenti e ritorsioni varie nei confronti degli incolpevoli giornalisti e redattori che, (e tutto ciò ci risulta da testimonianze dirette a noi rese verso le quali non faremo mai i nomi…), essere perennemente operate nei loro confronti dai rispettivi quadri dirigenziali Rai nei casi in cui anche “per sbaglio” qualcuno di essi accenni minimamente all’esistenza del movimento di rappresentanza politica degli astensionisti.
 
Ogni cittadino può tranquillamente verificare che la Rai, sia nei TG che nei programmi di approfondimento politico, offre visibilità politica anche a microscopici gruppi neofascisti e di estrema sinistra, oltre che a mafiosi, stragisti ed ex terroristi, ma ciò non potrà mai essere possibile, grazie ai dictat dei partiti in Parlamento, con membri del movimento astensionista politico…  
 
Il Movimento Astensionista Politico Italiano che esiste ed opera da una quindicina di anni in difesa della Costituzione, della democrazia, del pluralismo dell’informazione e quindi in difesa del diritto dei cittadini ad essere informati a 360 gradi, pur rappresentando la stragrande maggioranza politica degli elettori è l’unico movimento ad essere perennemente censurato dal concessionario del servizio pubblico dell’informazione Rai!
 
Il motivo? I partiti di maggioranze e opposizioni temono fortemente che gli elettori, una volta informati correttamente sul loro diritto a potersi anche “astenere” dall’esprimere voto utile nelle votazioni-mungitoio da essi abilmente organizzate, possano così iniziare a far cessare quella cuccagna del potere in cui detti partiti sguazzano e si arricchiscono imperterriti.
 
Le decine di denunce ed esposti elevate dal nostro movimento ed indirizzate non solo alla Commissione di Vigilanza Rai e all’AGCOM ma anche ai Presidenti della Repubblica, dei Governi, di Camera e Senato di questi ultimi quindici anni non hanno finora prodotto alcunchè, e la censura politica che ci riguarda, oltre alle violazioni sul pluralismo dell’informazione in Rai, continuano a perpetuarsi costantemente.
 
Roma, 5 maggio 2021                                                                    
 
                                                                          Il Movimento Astensionista Politico Italiano

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1° Maggio 2021, Festa dei Laboratori…

 
In questo primo maggio 2021 sono davvero poche le parole di festa che il movimento astensionista potrebbe riuscire a spendere.
 
A voler essere dissacranti avremmo voluto che si chiamasse la festa dei miraggi e delle illusioni, o più semplicemente il festival dei binocoli…
 
Ma, ad eccezione di tutte quelle categorie di lavoratori in sofferenza, prime fra tutte quelle degli “ex”, c’è una piccolissima parte di lavoratori ai quali la fame e la disperazione non “tange” minimamente.
 
Loro sì che festeggiano, sempre e comunque.
 
Per loro è primo maggio tutti i giorni dell’anno.
 
Sono i lavoratori non dei laboratori medici o ospedalieri o anticovid, ma dei “laboratori” dei partiti.
 
Decine di migliaia di saccheggiatori costantemente alle prese con le spartizioni delle sempre più misere risorse dello Stato.
 
Il loro unico obiettivo è sempre lo stesso, quello di “manovrare” le leve di un potere politico abusivo per soggiogarlo ai loro insaziabili bisogni predatori.
 
Parassiti che operano “non” per il bene comune, ma esclusivamente per le loro tasche e per i loro loschi obiettivi di sopraffazione e arricchimento alle spalle di un popolo sempre più disperato e alla rovina.
 
1° maggio 2021
Il Movimento Astensionista Politico Italiano

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Il 16 aprile ricorre il compleanno di Luca Orioli, nato a Policoro il 16 aprile 1967 e a Policoro ucciso il 23 marzo 1988. A 33 anni dalla sua scomparsa noi non dimentichiamo, e per l’occasione riportiamo una poesia scritta da Luca e un fervente pensiero di Olimpia Fuina, Mamma di Luca, nostra Presidente Onoraria.  

Il Compleanno di Luca

"Passa il tempo
 passa ancora.
Soffia il vento
soffia come allora.
Sopra questo monte
un giorno sei passato
inchiodato alla croce del peccato.
Fra dolore e morte
sei risorto
e Gesù Cristo
non è ancora morto."
                 (Luca Orioli)
 
 
Tutto è rimasto immutato da quel terribile giorno: le menzogne, i silenzi complici omertosi, gli abusi e i soprusi di una giustizia malata alle radici, il trionfo di ruoli potenti interrelati, saldamente ancorati a poltrone e troni che hanno osato infrangere le Leggi umane e divine, senza avvertire, apparentemente, il peso della colpa, indossando maschere di ferro pur di non subire la vergogna di Verità brucianti in fondo all'anima, inchiodata alla croce del peccato.
 
Ma negli occhi è scolpito il livore dell'anima tradita. Il mio dolore sanguina ancora dall'alto di quel legno a cui fui crocifissa per salvare gli insospettabili mandanti e assassini di chi ha dovuto, innocente, pagare per loro.
 
Hanno lasciato che attraversassi montagne di inesorabili dolori, fiumi di silenzi senz'anima. Hanno fatto in modo che camminassi sui carboni bollenti, hanno forato ogni mia cellula, sperando di vedermi macinata fra le maglie a fitte reti del dolore e sentirsi finalmente fuori dal rischio d'essere scoperti.
 
Ma con te un tutt'uno con Dio dentro di me, io sono ancora qui come allora a celebrare la vita, la verità, camminando impavida per quella via così dolorosa ma così sublime che mi porta in croce con Cristo per non lasciarlo soffrire da solo.
 
E vivere e morire inchiodata alla Sua Croce, non può che purificare ogni brandello di terra su cui scorre ancora il nostro sangue indifeso, offeso, ignorato, banalizzato.
 
So che le mie lacrime versate nei tuoi occhi, caro mio grande immenso Luca, ora e sempre saranno al cospetto di Dio per ricordare lo scempio subìto e offerto come la nostra più alta e profonda preghiera elevante.
 
Sono costantemente con te mio Luca, al cospetto di Dio che con te io porto nel mio grembo materno aspettando che il Vero trionfi.
 
Perdonami se non potrò portarti nulla di quanto ti hanno barbaramente tolto, oltre la vita.
 
So che la nostra lotta è un diritto-dovere sacrosanto che si deve all'umanità offesa, uccisa, bersagliata, continuando impunemente a penalizzare il giusto e a premiare i carnefici, ancora liberi di fare altro male.
 
Ho cercato con tutte le mie forze di combattere contro questo sistema corrotto alle radici.
 
Sembrerebbe tutto inutile, invece gli insospettabili mandanti coi loro silenzi e con le loro pesanti menzogne celate ora sono incredibilmente palesi a chi ama e lotta per la verità, non sopportando neppure l'idea di vivere e girare fra la gente come sepolcri imbiancati.
 
Ora sanno tutti il vero che scotta a chi ancora spera di farla franca imponendo presenze chiaramente nefande.
 
Non so come si possa ancora sfuggire a sguardi indaganti e alla propria ruggente coscienza.
 
Buon compleanno amato mio figlio.
 
Ti porto nel grembo fiorito di cielo.
 
È tutto quello che di più prezioso mi rimane di questa nostra vita così follemente dolorosa.
 
(Olimpia Fuina Orioli)
 

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ARCHIVIO


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Nero d'Italia è il primo documentario realizzato dalla giornalista  Valeria Castellano. Un viaggio nelle valli del petrolio, in Basilicata,  là dove si produce l'80% dell'olio nero italiano. E' il racconto delle  storie di chi vive all'ombra delle trivelle, di chi respira l'aria delle  raffinerie. Sì, perchè i centri oli, in quella regione, sono sorti tra  le case dei contadini, accanto alle coltivazioni e ai pascoli.
 
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Diretta Agorà del 16/01/2013
dal min. 51 al 56
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