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Caro Matteo Renzi, non ti appropriare del merito dei rimborsi altrui…

 
 
La kermesse tra Matteo Renzi e il Partito dei Cinquestelle sui 23 milioni di rimborsi (derivanti da spese parlamentari) restituiti dai secondi, come nelle attese è arrivata all’epilogo infantilistico di stampo Trumpiano: chi ce l’ha più grosso…
 
Il leader PD infatti, in questi ultimissimi giorni, sta spesso sventagliando a Di Maio la rinuncia indiretta fatta dal suo partito a decine di milioni di euro avvenuta con l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti (più specificatamente i rimborsi elettorali), citando il fatto che nel 2010 il PD prendeva ben 60 milioni di euro poiché la legge fatidica abolita grazie a lui ancora lo permetteva.
 
Il Movimento Astensionista Politico Italiano, ben felice di così importanti risultati, vorrebbe tuttavia precisare alcuni passaggi.
 
Il finanziamento pubblico dei partiti, mai abolito nei 40 anni precedenti della storia repubblicana nonostante referendum e quant’altro, ha iniziato il suo percorso di riduzione nel 2012 sotto l’egida di Mario Monti, immediatamente proseguita da Enrico Letta che a quell’odiosa legge, che aveva permesso ai partiti di spartirsi qualche miliardo di euro, mise definitivamente la parola fine.
 
Ma a cosa fu dovuta quella repentina ventata di moralizzazione dei partiti?
 
Pur rispettando le convinzioni di Renzi che asserisce che tutto è avvenuto per merito suo, ci preme tuttavia sottolineare alcuni fatti.
 
Nel luglio 2011, dopo una lunga serie di precedenti lettere e comunicazioni inviate alle più alte Cariche dello Stato, il Movimento Astensionista Politico Italiano decise di querelare alla Procura della Repubblica di Roma per truffa e appropriazione indebita tutti i partiti politici beneficiari dei rimborsi elettorali.
 
Il cuore strategico della querela era rappresentato dal fatto che i partiti, oltre alle quote di rimborso determinate dai voti espressi, si appropriassero anche dei fondi determinati dalle quote astensionistiche di tutti quegli elettori che, nel corso delle elezioni politiche, regionali ed europee, avevano disertato le urne o avevano espresso scheda bianca, nulla o astensione motivata ai seggi.
 
Data la validità di impianto della querela i PM non tardarono ad attivarsi, mettendo alle strette i responsabili politici dei partiti chiamati in causa i quali, secondo noi anche grazie all’intermediazione antiscandalistica del Quirinale, furono costretti ad accettare una progressiva ma veloce riduzione che in brevissimo tempo avrebbe portato alla definitiva eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti.
 
Il resto è storia dei giorni nostri, con un Presidente della Repubblica costretto ad evitarci come la peste, forse per contraccambiare a quell’eccellente risultato di rarissima moralità dimostrata dai partiti politici.
 
 
Roma, 20 febbraio 2018
 
Per il Movimento Astensionista Politico Italiano
 
(CVDP – Commissione di Vigilanza
 
per la Democrazia Partecipativa)
 
 
Antonio Forcillo, portavoce nazionale


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Nero d'Italia è il primo documentario realizzato dalla giornalista  Valeria Castellano. Un viaggio nelle valli del petrolio, in Basilicata,  là dove si produce l'80% dell'olio nero italiano. E' il racconto delle  storie di chi vive all'ombra delle trivelle, di chi respira l'aria delle  raffinerie. Sì, perchè i centri oli, in quella regione, sono sorti tra  le case dei contadini, accanto alle coltivazioni e ai pascoli.
 
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Diretta Agorà del 16/01/2013
dal min. 51 al 56
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