Movimento Astensionista Politico Italiano
Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa
Comitato Vigilanza Democrazia Partecipativa
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FRONTE POPOLARE di BERNALDA METAPONTO

Si è costituito ieri 11 giugno 2019 il Fronte Popolare di Bernalda Metaponto.
Trattasi di un’organizzazione politico-sociale volta a costituire un’alleanza che possa far valere la rappresentatività di quella parte della cittadinanza che non ha espresso nelle urne il proprio consenso al neo-sindaco Tataranno, forte invece di un 70% dei voti utili espressi, ancora non si sa per quali reali aspettative amministrative o per quali occulte induzioni elettoralistiche.
Il Fronte Popolare inizia la propria attività partendo dall’unione di intenti delle seguenti realtà politico-sociali cittadine: Movimento Astensionista Politico Italiano, Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto, coordinamento CVDP Bernalda-Metaponto, Movimento per Bernalda-Metaponto di Federico Scasciamacchia, Comitato per la tutela del Territorio e dell’Ambiente Bernalda.net, Nicola Caputi ex consigliere comunale Gruppo Indipendente. La reggenza comunicativa del Fronte sarà affidata ad ognuno dei portavoce dei rispettivi componenti, che si alterneranno, mensilmente, su base rotativa.      
Nel corso delle dichiarazioni di voto del 1° Consiglio Comunale tenutosi nella serata dell’11 giugno, la Capogruppo Titti Pizzolla della lista “Scelta Comune” ha già espresso il pieno appoggio collaborativo al neo-costituito Fronte Popolare, da parte dell’intera opposizione in Consiglio Comunale, verso la quale si esprimono i più vivi ringraziamenti e la piena e leale disponibilità ad affiancarla nel delicato ruolo di opposizione nell’interesse dell’intera comunità cittadina.             
Prima ancora di aver espletato le funzioni di formale ed ufficiale insediamento di questa nuova amministrazione comunale, l’ordine del giorno già conteneva diversi punti prestabiliti, fra i quali la modifica dello statuto comunale con l’inserimento nella giunta di una quinta figura assessorile.                                                                          
Nonostante l’opposizione abbia rimarcato la necessità di aspettare che questa delicata questione potesse essere discussa in Commissione, rendendo partecipi della vicenda i cittadini dell’intera comunità sui quali ricadranno gli oneri di questa inaspettata decisione, la nuova maggioranza non ha voluto sentire ragioni votando immediatamente per questo inopportuno, nei tempi e nei modi, atto deliberativo.                                                                   
Analizzando il programma elettorale della lista vincitrice delle elezioni noi del Fronte Popolare non abbiamo intravisto alcuna traccia di questa volontà amministrativa, né tantomeno ci risulta che nel corso dei comizi effettuati tale evenienza sia mai stata resa pubblica.  
Questa decisione rappresenta quindi per noi una vera e propria truffa elettorale, un atto tanto temerario e provocatorio quanto illecito poiché non facente parte del patto elettorale della lista di maggioranza, presa altresì unilateralmente sulle teste dei cittadini e anche dei suoi stessi elettori. Tutto ciò potrebbe anche essere interpretato come una vera e propria conseguenza ricattatoria, o addirittura il pagamento di una cospicua cambiale elettorale ai danni dell’intera cittadinanza, immediatamente raggirata da quelle che stanno emergendo null’altro che spudorate falsità scritte e raccontate. A tal proposito si invitano gli elettori, primi fra tutti quelli della stessa maggioranza, a voler produrre anche esposti all’Autorità Giudiziaria per la tentata truffa, oltre ai danni morali e materiali subiti e subendi dall’intera collettività.
Già dal primo consiglio comunale è emersa quindi la solita impronta esplicitamente autoritaristica e antidemocratica da parte della Tataranniade, che vorrebbe, a differenza di quanto declamato in lungo e in largo, una partecipazione nulla o quantomeno “passiva” della cittadinanza, o un semplice e incondizionato avallo per “affari” ignoti, verso i quali il Fronte Popolare non starà certo a guardare ma darà il giusto filo da torcere che le circostanze meritano.                               
Per quanto riguarda l’interpellanza dell’opposizione sulla mancata appartenenza di Bernalda e Metaponto al decreto ZES, il Fronte Popolare ritiene, prima di iniziare battaglie contro i mulini a vento, che si accerti l’esatta responsabilità e la verità di come sono andati i fatti, sentendo tutte le campane dei protagonisti di questa sconcertante e squallida vicenda.    
E’ bene che si sappia che è finita l’epoca dei sudditi che ubbidendo ciecamente al despota che li frusta e umilia partono allo sbaraglio senza capirne il perché e il per come.

Bernalda-Metaponto, 12 giugno 2019                                                                                  
 
Per Il Fronte Popolare
Il portavoce mese di giugno 2019, Donato Viggiano (cell. 338 2071711)

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L’ultima spiaggia?

 
Il drammatico accavallamento dei recenti eventi che l’Italia sta vivendo, occupazionali, economici, finanziari, politici, sociali, sanitari, perfino giudiziari (lo scandalo CSM), sembra non avere fine.
 
Il sistema-Italia è a un passo dal bàratro. Il suo collasso definitivo prossimo, quasi certo.
 
Pur barcamenandosi fra le mille difficoltà di una tempesta inarrestabile che ci sta colpendo, anche le rappresentanze istituzionali appaiono sempre più spaesate, sgomente, smarrite.
 
Quelle che in questi casi sarebbero potute essere le ultime barriere costituite da quell’autorevolezza provvidenziale utile per arginare, per mezzo di appelli all’unità, questa grande mole di effetti negativi, sembrano anch’esse essersi volatilizzate.
 
Tra le infinità di notiziari-fotocopia e idee strampalate e dannose che quotidianamente e da moltissimo tempo continuiamo a sorbirci, nell’oceano abissale di un’informazione fuorviante e servile dedita solo a evidenziare i contorni perenni della guerra per l’accaparramento del potere residuale da parte dei condottieri di quest’Italia depredata e distrutta, da qualche giorno, “miracolo”, si scorgono alcuni timidi e insoliti segnali. All’orizzonte appaiono gli anfratti di quella che forse potrebbe essere l’ultima spiaggia sulla quale approdare. I primi vagiti di un’informazione da lungo tempo opprimente e oppressa, che sente il bisogno di liberarsi dai bavagli, dalle prassi lottizzatorie, dai manuali Cencelli in lungo e in largo imposti. Dalle cappe asfissianti che li inducono a ripetere, come cantilene, le false risultanze di un consenso politico artefatto e ingannevole. Dalle morse di un potere criminale e arraffone, finalizzato esclusivamente alle spartizioni e agli arricchimenti personali, e all’esercizio di una rappresentatività abusiva, collusa e corrotta.
 
Roma, 8 Giugno 2019
Per il Movimento Astensionista Politico Italiano
(CVDP – Commissione di Vigilanza per  la Democrazia Partecipativa)
Antonio Forcillo, portavoce nazionale

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Ragionando sul diritto di voto, tra delega utile e astensione.

 
Che cos’è il voto? Il voto è l’atto di delega politica che un elettore esprime nel corso di libere elezioni.
L’art. 48 della costituzione italiana stabilisce che <<sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge>>.
Nella sua definizione descrittiva la costituzione stabilisce, per le imprescindibili sue caratteristiche di uguaglianza, libertà di espressione e segretezza della sua esplicitazione, che il voto non può essere un atto imposto nei suoi effetti di utilità politica, ma esso è la sintesi del pensiero politico, ideologico e delle valutazioni sociali che ogni individuo intimamente vàluta ed esprime.
In una democrazia, come quella che l’Italia intende attuare nel proprio ordinamento generale, il voto quindi non può essere il frutto di un’imposizione o di un’utilità indotta, ma è quella funzione indispensabile che deve attestare l’assenza di costrizioni, per mezzo delle quali il giudizio politico sovrano degli elettori deve emergere senza condizionamenti o atti di forza.
L’astensione è anch’essa un voto, ovvero quell’atto di mancata delega elettorale da parte di quegli elettori che in occasione delle elezioni non si recano materialmente a votare per impedimenti di salute, lavoro o famiglia.
E’ altresì la mancata delega che un elettore, pur recandosi ai seggi, esprime votando scheda bianca, nulla o astensione motivata ai seggi.
In una democrazia che abbia la piena contezza dell’assimilazione del diritto di voto, sia il voto utile che l’astensione degli elettori devono poter garantire analoghi effetti o conseguenze applicative negli organi politici delegati, evidenziando in tutte quelle strutture istituzionali derivanti dal voto la visibilità e il grado di indirizzo dei voti dell'intera comunità elettorale.
Cosa c’è che non va negli organi di rappresentanza politica popolare? (Il Parlamento, i Consigli comunali, i Consigli regionali ecc.?).
Quando detti organi rappresentano solo una parte dell’espressione politica o dei voti del popolo elettorale, la democrazia entra in un limbo di forte rischio, poiché la scrematura adottata nei confronti del voto libero, o dell’indirizzo della sua utilità pilotato verso una determinata classe politica, finisce per distorcere e delegittimare la funzione essenziale e la stessa valenza democratica della sua massima rappresentatività popolare.
Anche i numeri fissi dei seggi determinati da libere elezioni, se gli stessi scattano per un’alterata formula di attribuzione che non tiene conto dell’interezza del popolo elettorale (per es. per i vari premi di maggioranza), il rapporto democratico tra elettori ed eletti finisce con l’essere fortemente inquinato, da cui deriveranno danni irreversibili per l’intera società.
Coloro che esprimono il loro voto tramite un’astensione sono ugualmente cittadini sovrani della Repubblica, e in uno Stato democratico ottemperano a tutti gli effetti al loro diritto di voto.
L’astensione in Italia è anch’essa una scelta di voto libero e democratico, sempre più spesso consapevole ed esplicitamente ammessa dalle stesse leggi elettorali della Repubblica.
E’ quindi l’esercizio di un "pieno diritto", a differenza di quanto avviene nei regimi e nelle dittature.
Il Movimento Astensionista Politico Italiano, spingendosi oltre il naturale limite interpretativo dell'astensione classicamente corrispondente solo con la mancata affluenza alle urne, intende qualificare e rivalutare soprattutto in un periodo di profonda crisi dei partiti come questo, rilanciandola, la piena sovranità e il diritto degli elettori che optano per l'astensione politica in tutte le sue modalità; affinchè diventi anch'essa strumento da considerare e far valere nel legittimo e pieno confronto dialettico, politico e sociale della nostra democrazia.
Per portare a compimento questo obiettivo il Movimento Astensionista ha presentato ai più alti livelli istituzionali alcune proposte di "modifica e revisione" del sistema elettorale, che consistono "in primis" nell'introduzione sulle schede elettorali di ogni tipologia di chiamata elettorale (comunale, regionale, nazionale ed europea), di riquadri relativi ad alcuni tipi di astensione ai seggi (scheda nulla e bianca). Dopo di che "allineare" le rappresentatività degli eletti al numero dei voti effettivi o delle deleghe utili espresse, in funzione proporzionalmente numerica rispetto alla volontà popolare che la esprime.
Per fare ciò la via è una sola se si vuol garantire che le istituzioni siano la massima espressione democratica popolare: <<integrare l’attuale sistema della democrazia rappresentativa scaturita dalle elezioni con i meccanismi della democrazia partecipativa o della demarchia, da affidare a titolo totalmente gratuito e per brevissimo periodo a comuni cittadini sorteggiati a caso>>.
Ovvero, tracciando alcune similitudini con l’antica Grecia dove al popolo veniva affidato il potere reale della Res Publica.    
In questo modo la Politica e i partiti potranno finalmente correggere e superare quelle delimitazioni operative e ideologiche che impediscono, a rappresentanti politici e leader autorevoli, di emergere verso un rinnovato orizzonte partecipativo che deve abbracciare, indistintamente, "tutti" i cittadini di uno Stato.
 
Roma, 4 Giugno 2019  
 
 
Movimento Astensionista Politico Italiano
 (CVDP – Commissione di Vigilanza
per  la Democrazia Partecipativa)
                                                                                                                          Antonio Forcillo, portavoce nazionale


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Movimento Astensionista Politico Italiano


Comitato Cittadiniattivi di Bernalda-Metaponto
 

Congratulazioni a Tatatiranno!

 
Il Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto/CVDP/Movimento Astensionista Politico Italiano esprime le più vive felicitazioni a Domenico Raffaele Tataranno, riconfermatosi nuovamente Sindaco di Bernalda-Metaponto.
La sua è stata una rielezione avallata da 4.619 voti, pari a circa il 70 per cento dei consensi utili espressi.
Ben altra sorte è toccata invece all’altra candidata, Titti Pizzolla, che ha ricevuto 1.974 voti, pari al 30 per cento di detti consensi. A fronte dell’intero popolo elettorale, però, è bene ricordare che la lista di Tataranno è espressione di un risicato 42 per cento, mentre le forze elettorali che in lui non si riconoscono rappresentano invece il 58 per cento.  
Sull’articolo pubblicato oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno cominciano tuttavia a delinearsi quelle che saranno le linee guida di questa nuova maggioranza amministrativa, improntate, c’era da aspettarselo, sul rafforzamento di un’arroganza spavalda e senza limiti immediatamente comunicata dal rinnovato sindaco.
Riprendendo sue dichiarazioni, su detto articolo si parla di scelta di unità. Quale Unità?
Di un’amministrazione voluta dal popolo. Per caso quello di “Piazza del Popolo”?
E inoltre di un fantomatico “muro” che sarà presto eretto dai 12.600 abitanti bernaldesi e metapontini. In loro difesa o per delimitarne la prigionia autoritaristica che già si preannuncia?
Il primissimo passaggio istituzionale, vale a dire la proclamazione degli eletti, già è stato segnato, sempre secondo l’articolo pubblicato, da una proclamazione solo “di parte”, vale a dire riguardante la sola maggioranza, senza la presenza dei consiglieri di opposizione tenuti all’oscuro di detto importante evento.
A queste prime inquietanti avvisaglie il nostro comitato non starà certo a guardare, e col presente comunicato già lancia un immediato appello agli oltre 6.000 elettori, tra astensionisti e votanti dell’opposizione, vale a dire al 58 per cento del popolo elettorale sovrano, per costituire assieme a tutte le forze politiche e associative della città un Fronte Popolare unitario che possa difendere in primis la deriva democratica già in atto, e di conseguenza il saccheggio delle risorse pubbliche che stanno turbando le ambizioni e gli appetiti di questa nuova rappresentanza amministrativa. Intenta a lanciare segnali dispotici invece di iniziare, da subito, ad affrontare i gravissimi problemi e le emergenze che attanagliano l’intera comunità.
Glielo possiamo garantire, anche l’opposizione sarà “più forte di prima”.
  
Bernalda-Metaponto, 29 Maggio 2019
il Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto
Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa
Movimento Astensionista Politico Italiano


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Nero d'Italia è il primo documentario realizzato dalla giornalista  Valeria Castellano. Un viaggio nelle valli del petrolio, in Basilicata,  là dove si produce l'80% dell'olio nero italiano. E' il racconto delle  storie di chi vive all'ombra delle trivelle, di chi respira l'aria delle  raffinerie. Sì, perchè i centri oli, in quella regione, sono sorti tra  le case dei contadini, accanto alle coltivazioni e ai pascoli.
 
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Diretta Agorà del 16/01/2013
dal min. 51 al 56
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